L ‘Europa sta affrontando un nuovo periodo di siccità. L’Europa meridionale e sud-orientale, quindi anche l’Italia, è una delle aree dove si prevede il maggior numero di ripercussioni negative in questa stagione agricola 2017.

 L’EUROPA e il Nord Africa sta già affrontando forti aumenti di ondate di calore, diminuzioni di piogge nei mesi chiave per l’agricoltura e portata dei fiumi, che hanno incrementato il rischio di siccità più gravi, di calo dei rendimenti dei raccolti, di perdita della biodiversità e di incremento del rischio di incendi boschivi.

Ove l’acqua è disponibile, come in molte Pianure Italiane bonificate, il problema diventa la disponibilità di acqua di qualità. La salinità delle acque irrigue rende difficile se non impossibile l’irrigazione, sia da pozzo che dagli impianti dei consorzi di irrigazione.

Israele, pioniere anche in questo, ha trovato il modo di produrre acqua a un costo più basso delle tecnologie precedenti con l’impianto di desalinazione più grande al mondo situato a sud di Tel Aviv. L’acqua lì prodotta dai processi di dissalazione è la più economica nel mondo: 58 centesimi di dollaro per metro cubo, cioè 50 centesimi di euro al metro cubo, che significano secondo le stime, dai 300 ai 500 dollari all’anno per nucleo familiare.

Israele dispone di cinque impianti di desalinizzazione soddisfano quasi la metà dei consumi. E l’agricoltura è diventata la più ecologica al mondo.

Ma come hanno fatto?

Gli impianti sono costituiti da grandi silos.  l’acqua del Mediterraneo viene aspirata da tubi giganti, filtrata attraverso «membrane» hi-tech che la trasformano in acqua potabile, ottenendo dei residui salini – la «brina» – che vengono restituiti al mare. È così che Israele ottiene il 20% dell’acqua necessaria alle città che, sommata agli altri impianti simili realizzati a Ashkelon, Palmachim, Hadera e Ashdod – l’unico ancora in costruzione – somma il 40% del fabbisogno nazionale, destinato a diventare il 70% nel 2050.

La risposta alla siccità passa anche attraverso la guerra agli sprechi. Spesso mi capita di visitare aziende agricole che si sottopongono ad ispezioni da parte di auditor come me per acquisire una certificazione volontaria con requisiti ambientali (es. GlobalGAP). Quello che può fare un azienda agricola, al di là di redigere dei Piani di Gestione dell’Acqua a volte troppo pretenziosi ed inconsistenti, è assicurarsi un buona manutenzione ed evitare di sprecare l’acqua. Semplice ed efficace.

In Israele, dove in questo sono maestri, la capacità di riadoperare le acque già usate tocca l’86% del totale – un record assoluto, basti pensare che al secondo posto c’è la Spagna con il 17% mentre gli Stati Uniti sono fermi all’1% – andando a coprire il 55% del fabbisogno totale dell’agricoltura grazie a declinazioni innovative dell’alimentazione a goccia simili a quelle che il padiglione israeliano all’Expo 2015 mise in mostra con i campi verticali.

La riduzione delle perdite è stata invece, dal 2007, del 18% per l’effetto combinato di nuove tecnologie capaci di identificarle in tempo reale e di un maggior autocontrollo da parte dei consumatori. La conseguenza è che una nazione composta al 60% di deserto come Israele, per la prima volta dalla sua creazione, 67 anni fa, non teme la sete nè le guerre per l’acqua, potendo invece trasformare le tecnologie idriche in un ponte di cooperazione verso altri Paesi.

Anche l”Australia, dopo diversi anni di siccità, ha deciso di investire in un grande impianto di desalinizzazione dell’acqua marina,  vicino a Melbourne,The Victorian Desalination Plant, che ha fornito l’acqua per la prima volta nel Marzo di quest’anno lungo il  Cardinia Reservoir.

Desanilizzatori anche nel Mediterraneo

Nel rapporto «Cambiamenti climatici, impatti e vulnerabilità in Europa al 2016», l’Agenzia evidenzia che i cambiamenti osservati nel clima stanno già avendo ripercussioni di ampia portata sull’economia, la salute umana e la biodiversità. Dall’aumento delle temperature all’innalzamento del livello del mare, dallo scioglimento dell’Artico alla riduzione dei ghiacciai alpini, sono già visibili gli effetti del riscaldamento globale, che ha causato anche un aumento degli eventi estremi come le bombe d’acqua e i picchi d’afa. L’uso delle tecnologie sviluppate in Israele e altri Paesi pionieri in questa tecnologia potrà rivelarsi utile anche in Italia, inclusa la Pianura Padana, e nel resto dell’europa mediterranea.

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