P er lavoro viaggio molto. Nel passare tra vari aeroporti mi sono imbattuto nel Euroaeroporto, chiamato anche aeroporto d’europa o euroairport.

Si trova in Francia, o meglio sul confine tra Francia e Svizzera.Costruito dagli svizzeri in territorio francese, è l’unico aeroporto trinazionale al mondo e serve Francia, Germania e Svizzera.

Insomma, pare che al di là dei nazionalismi, la convivenza e la collaborazione tra le nazioni europee, sia ancora un valore, non solo in termini di pace, ma anche per i mutui vantaggi che ne derivano. Ma è proprio così? E’ ancora così?

Per questo abbiamo chiamato in causa un esperto dell’argomento.

H o girato queste ed altre domande ad una professionista,  al giornalista del The Post Internazionale (TPI), Maurizio Carta: corrispondente da Londra, è uno dei maggiori esperti della Brexit e dei conseguenti nuovi assetti di mercato tra esportatori europei ed importatori britannici, avendo un occhio particolare per le imprese agroalimentari esportatrici dell’area del Mediterraneo. Questo e molto altro in questo video.

“Il nuovo trattato tra EU e UK guarderà molto al CETA, il trattato economico globale tra EU e Canada, che prevede il libero scambio delle merci ma non dei servizi. Quindi nessun cambiamento per i prodotti agricoli.”

Come ci spiega Maurizio, “Secondo il Ministero alla Brexit, circa la metà del reddito di un’azienda agricola, nel Regno Unito proviene dai fondi Pac di Bruxelles, ma in Scozia è di tre quarti, nel Galles è dell’80% e nell’Irlanda del Nord dell’87%. Il contributo europeo è fondamentale per chiudere in attivo il bilancio a fine anno.”

Minuto 15:25 – “Da parte dei negoziatori europei, l’idea è che i britannici siano venuti al tavolo delle trattative senza avere le idee chiare. Soprattutto la sensazione a Bruxelles è stata quella del fenomeno del cherry picking, ovvero quella di voler scegliere solo le parti buone di un accordo, come volere solo le rose senza le spine.”

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