E’ obbligatorio, in Italia, indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento degli alimenti in etichetta

By 27 Aprile, 2018 Non categorizzato

L’obbligo riguarda gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano.

A partire da giovedì 5 aprile, come comunicato dal MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), è scattato l’obbligo di riportare in etichetta sede e indirizzo dello stabilimenti di produzione e confezionamento di prodotti alimentari, come già previsto dal D.Lgs. 145/2017.

Già il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011 , aveva normato gli elementi salienti della etichettatura come

  • denominazione,
  • ingredienti,
  • presenza di allergeni,
  • quantità,
  • scadenza,
  • nome del responsabile delle informazioni,
  • paese di origine,
  • istruzioni per l’uso,
  • titolo alcolometrico,
  • dichiarazione nutrizionale.

La precisazione del Ministero non lascia spazio a dubbi in merito all’obbligo di definire in etichetta gli stabilimenti di produzione e confezionamento dei prodotti alimentari.

I l DECRETO LEGISLATIVO 15 settembre 2017, n. 145 disciplina l’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 – Legge di delegazione europea 2015.

In caso di inadempienza, sarà sottoposto a una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 2mila euro a 15mila Euro. Sono previste sanzioni dello stesso importo anche per il caso in cui l’impresa che disponga di più stabilimenti non evidenzi quello effettivo mediante punzonatura o altro segno e sanzioni da mille euro a 8mila euro se non vengono rispettate le modalità di presentazione.

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